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Tag: sorriso


Semplicemente gioconda lo chiamò vasari, fu cassiano del pozzo a dirla gioconda. A leonardo che lo dipinse, e neanche fino in fondo, non passò neanche per la mente di affibiargli un qualsivoglia appellativo.

I critici poi si sbizzarrirono…
Gioconda da solo non bastava…ci voleva il sorriso della Gioconda.
E com’era questo sorriso?
Beffardo…
ironico…
tenero…
mansueto…
compassionevole…
triste…
bizzarro…
affabulatore…?
no, no, non va… troppa indecisione, troppo pressappochismo.

Ma poi, chi lo detto che sorride? te ti pare che sorrida?

Meglio rivolgersi altrove: il sorriso dell’ignoto marinaio. antonello da messina.
Che si sa con certezza che è un sorriso, nelle intenzioni dell’autore ed anche che è del tipo: “sorriso ironico”. Anzi, decisamente ironico, seppure di profilo.
Si vede però che le incertezze attraggono meglio delle certezze e fanno girare le cose. La gioconda famosa in tutto il mondo, l’ignoto marinaio resta ignoto figlio di nessuno.
Dove starà la differenza?


Oggi è il compleanno di una cara persona.
Avevo pensato di regalargli una grotta di ibernazione perché potesse arrivare integro ad un secolo futuro di sua scelta.
Poi in effetti una grotta di ibernazione non so se esiste e se esistesse probabilmente sarebbe fuori dalla mia portata e dopo tutto, detto tra noi, potrebbe non essere una felice idea…nel senso: ma chi l?ha detto che il meglio deve ancora arrivare??

Così gli mando i lingottini( virtuali che sono pure i suoi)
e una pagina di Vincenzo Consolo da:
Il Sorriso dell?Ignoto Marinaio. E? una pagina a cui tengo moltissimo.

Apparve la figura d? un uomo a mezzo busto. Da un fondo verde cupo, notturno, di lunga notte di paura e incomprensione, balzava avanti il viso luminoso. Un indumento scuro staccava il chiaro del forte collo dal busto e un copricapo a calotta, del colore del vestito, tagliava a mezzo la fronte. L?uomo era in quella giusta età in cui la ragione, uscita salva dal naufragio della giovinezza, s?è fatta lama d?acciaio, che diverrà sempre più lucida e tagliente nell?uso ininterrotto. L?ombra sul volto di una barba di due giorni faceva risaltare gli zigomi larghi, la perfetta, snella linea del naso terminante a punta, le labbra, lo sguardo. Le piccole, nere pupille scrutavano dagli angoli degli occhi e le labbra appena si stendevano in un sorriso. Tutta l?espressione di quel volto era fissata, per sempre, nell?increspatura sottile, mobile, fuggevole dell?ironia, velo sublime d?aspro pudore con cui gli esseri intelligenti coprono la pietà. Al di qua del lieve sorriso, quel volto sarebbe caduto nella distensione pesante della serietà e della cupezza, sull?orlo dell?astratta assenza per dolore, al di là, si sarebbe scomposto, deformato nella risata aperta, sarcastica, impietosa o nella meccanica liberatrice risata comune a tutti gli uomini.

Avrei potuto fare di meglio… eh?
… ma che colpa ne ho io se è gennaio?

Riferimenti: troppo buoni….