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Tag: sogno

goccedimafalda: il sogno americano

Apr 23
Senza categoria


In quale altro paese il nipote di un pastore abbruzzese potrebbe accedere alle più alte cariche dello stato?

Che c’entra? Gli arrampicatori sociali ce li abbiamo anche in europa.

(Tanto tempo fa, figurati poi, proprio qui di fronte il figlio di un falegname è diventato re dei giudei…)


Erano sì altri tempi. Tempi che qualcuno osava ancora cantare “i sogni vengono dal mare per tutti quelli che han sempre scelto di sbagliare”, e di sbagliare Raul Gardini aveva il terrore, così aveva confidato ad un amico giornalista in un’ intervista: di sbagliare ho paura, della morte no perché prima o poi quella capita a tutti a tutti.
Lo chiamavano il Contadino, perché da buon romagnolo ne aveva la tempra, ostinata, un po’  rude e forse anche l’ astuzia. Ma da romagnolo nato a Ravenna aveva nel sangue anche lo spirito che alita dal mare, amava la vela e più della vela, amava il vento. Quello che non sai mai da che parte arriverà e che può sempre decidere di cambiare all’ improvviso. Per questo lo chiamavano anche il Corsaro.

Così a Raul è capitato di avere due sogni, non uno soltanto. Uno per il Corsaro ed uno per il Contadino.
E siccome quando sognava lo faceva alla grande, il sogno del Corsaro si chiamò Moro di Venezia. Al timone di quella barca maestosa, che soltanto a metterla in acqua ci volle un’ altra barca di soldi, ci  chiamò Paul Cayard, altro corsaro come lui, uno a cui piace sfidare i limiti, e chi ricorda le sue sfide a Luna Rossa sa di che parlo.
Cayard, per intenderci, è quello che quando non trovò nessun Consorzio disposto a mettergli in mano un timone per l’ American’ s Cup nel 2003, partecipò alla madre delle regate con una barca autofinanziata.
Se esiste al mondo un circo più dispendioso della Formula Uno è senz’ altro quello della Coppa America, una barca costruita con i mezzi di pochi sponsor racimolati qua e là attraverso  l’Europa vuol dire poca competitività: le vele fatte di lenzuola di carta venivano via a strisce nel corso dei match race, ma che fa’ : un altro sognatore.
Nel ‘ 92 il Moro fece scintille, tenne svegli col fiato sospeso migliaia d’ italiani, e per la prima volta l’ Italia si portò a casa la Luis Vuitton Cup, che è già trofeo, che vuol dire “sfidante” e il Contadino ravennate si tolse anche il gusto di far vergognare i neozelandesi, sollevando una questione di correttezza sportiva che ancora oggi brucia.
Anche da contadino Raul resta sempre un po’ corsaro. Spregiudicato e astuto, si muove disinvolto in terra come in mare e questa volta cercherà di navigare l’onda della storia.
Al presente, al futuro e al passato. Come i grandi capitani d?industria del passato s’ innamora del sogno che significa progresso e lo proietta nel futuro, impiegando la sua indole con i mezzi e le condizioni che gli offre il presente.
Anche il sogno del contadino  aveva a che fare con il vento, quello dello spirito imprenditoriale privato, che da solo scala le montagne e scava le rocce, che cambia il panorama e la gente, ma sì diciamolo pure, che fa grande una nazione. E’ questo che voleva e che sognava Raul, quando pensò ad un riordino del settore chimico italiano in un unico grande polo industriale in grado di sfidare i giganti multinazionali: un colosso competitivo sui mercati mondiali, mica quattro palazzi fuori porta, mica la cresta sulla spesa.
Quella dei suoi tempi è passata alla storia col nome di maxi tangente.
E il sogno di Gardini era anche poter dire: la chimica sono io. Egocentrico, forse. Spesso i Grandi lo sono.

Esaltato? Forse. I sognatori spesso sono febbricitanti quando nel loro destino c’ è la passione. Ma intendiamoci, non si trattava di soldi, di potere, era qualcosa che aveva a che fare con l’ immortalità e in questo senso i sogni di Raul erano un solo grande sogno.
Che non avesse fatto i conti con il nuovo corso della politica, Gardini, con le nuove aspirazioni dei politici di ben più basso profilo rispetto ai tempi dei suoi percursori, capitani d’ industria d ‘ 800, quando i politici avevano altre grane ed altri pensieri? Gardini non aveva capito che sfidare l’ Eni, l’ ambìto cane a sei zampe, che già in passato aveva avuto i suoi eventi delittuosi e le sue trame misteriose, voleva dire sfidare il sistema di poteri privati che si maschera dietro il sistema democratico. Pensava di poter dare una fetta di torta, anche bella grande, a gente abituata a gestire già la pasticceria in proprio. I sognatori  spesso sono anche ingenui.
Ai tempi della sconfitta del Moro, Gardini disse che bisogna essere umili nella vittoria e orgogliosi nella sconfitta, per questo forse finito il sogno, la mattina del 23 luglio del 1993 Raul esce di scena come solo i giocatori con la stoffa da gentiluomo sanno fare.
Storie d’ altri tempi, con altri uomini ed altri nomi.
Storie che dovrebbero aiutarci a fare sempre il distinguo tra un raider e un grinder.