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Tag: goccedipurascienza


Il cervello umano è costituito da un ammasso di cellule spugnose, quindi dall’alto potere imbibente, anche le stronzate. Stronzate di qualsiasi natura possono venire con facilità assorbite dal tessuto cerebrale che si gonfia a dismisura. O da grandi intenzioni. Di per sé il cervello non fa niente, è deputato solo a pensare. Il lavoro di facchinaggio lo fanno i muscoli che però se il cervello esagera gli fanno vedere i sorci verdi, anzi rossi: bianchi e rossi. Il cervello è sostenuto dal cervelletto che è quello che prende gli ordini dal cervello e li trasmette e che a volte diventa scemo a seguire ordini e contrordini del cervello e proteste dei muscoli così può succedere che pensi una cosa ma ne fai un’altra e ne dici un’altra ancora, quasi sempre una bestemmia: quando succede vuol dire che il cervelletto è andato in tilt. Il cervello è diviso in aree ed emisferi, per comodità e per ossequio al principio democratico della divisione dei ruoli e per carità non incasinare tutto come al solito. C’è l’area del linguaggio dove il cervello pensa di parlare. L’area del movimento, dove il cervello pensa di muovere mare e monti. L’area libica dove il cervello si gira i pollici e si lecca le ferite perché non sempre i muscoli riescono a fare tutto quello che lui pensa. E anche l’area del sogno, l’unica dove il cervello in perfetta autosufficienza riesce a fare da solo tutto quello che pensa di fare. Esiste poi un’area delle emozioni. Non esiste un’area dell’amore, c’è invece un’area dei genitali.
L’area della memoria.
Che è una zona riservata con su un cartello con la scritta: vietato l’ingresso ai non addetti. Nel cervello esiste poi un’ area indeterminata detta coscienza ( anche impropriamente, a volte, anima, attento a non fare confusioni). La coscienza funziona mediante con un meccanismo oscillatorio del tipo dentro-fuori e la sua posizione è indeterminabile come l’orbita di un elettrone di boyle e, come l’elettrone di boyle a volte si surriscalda. La coscienza, insieme alla memoria ci permette di conoscere e sperimentare il mondo intorno a noi ma spesso, tutt’ e due non bastano a farci conoscere il mondo dentro di noi. E’ una palla o un campo di calcio? La sedia che vedo, sta poggiata al tavolo o sta dentro la mia testa? Perché la formica non ha tutti questi problemi?

 ESERCITAZIONI Aprite la finestra. Sporgetevi la vostra testa. Prendetela al volo prima che si stacchi e cada giù. Se dovesse succedere osservate bene cosa le succede al momento dell’impatto.

15f6d11be09bd40e23b0ed5f78ab4435Mi corre l’ obbligo di fare una piccola digressione, rispetto al nostro tema usuale, che sia di conforto a tutti gli esseri intelligenti che mettono in dubbio le proprie capacità quando si trovano di fronte ad un cretino: il cretino esiste ed ha le sue leggi.
L’analisi della stupidità può fare parte di una più estesa area di studio sui motivi per cui tante cose non vanno come dovrebbero andare, anzi in alcuni casi, vanno del tutto peggio….
…Ma si può anche inquadrare l’ argomento in senso inverso: tutti i fenomeni che portano a decisioni sbagliate sono classificabili come forme di stupidità e nessuno ha effetti così devastanti come la stupidità umana

Anche perché le formiche non inquinano e non fabbricano armi.

Le leggi del cretino o leggi fondamentali della stupidità sono state mirabilmente teorizzate dall’esimio professor Cipolla.
Le elenco qui di seguito con l’ annesso postulato “rasoio di hanlon”

<Prima Legge
Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.

Giorno dopo giorno si è intralciati e osteggiati nella propria attività da individui pervicacemente stupidi che compaiono improvvisamente e inaspettatamente nei luoghi e nei momenti meno opportuni. Qualsiasi stima numerica risulterebbe in realtà una sottostima.

<Seconda Legge
La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.

Non c’ è alcuna differenza per razza, colore, etnia, istruzione scolastica, età, livello sociale, reddito o carica rivestita.

<Terza ( e aurea) Legge
Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un?altra persona (o gruppo di persone) senza realizzare alcun vantaggio per sé stesso.

A volte lo stupido immagina di realizzare un vantaggio, o realizza un vantaggio minimo mentre il danno che causa è decisamente superiore.

<Quarta Legge
Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide.

Dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualsiasi circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce un costoso errore.

<Quinta Legge
La persona stupida è (il peggior) tipo di persona che esista.

Questa è probabilmente la più comprensibile delle leggi per la conoscenza comune che la gente intelligente, per quanto possano essere ostili, sono prevedibili mentre gli stupidi non lo sono.

Corollario alla Quinta Legge
Lo stupido è più pericoloso del bandito, poiché quest’ ultimo se causa un danno agli altri è per ottenere un vantaggio per sé stesso.
Può anche succedere che una persona provochi un danno per sé stesso causando vantaggio ad altri, in questo caso siamo di fronte ad uno sprovveduto

RASOIO DI HANLON
Non attribuire a consapevole malvagità ciò che può essere adeguatamente spiegato con la stupidità.

Si tratta di un espediente importante per evitare di instupidirsi cercando di dare spiegazioni all’ ‘inspiegabile.
Altra cosa molto importante è: non cercate mai di fare i furbi cercando di trarre vantaggio dalla stupidità altrui: lo stupido è per definizione incontrollabile e come tale, sempre pieno di sorprese.

Riferimenti: stupido esiste e può fare male


Nell’ ultima lezione abbiamo visto come dio o qualcuno per lui abbia inventato l’ uomo, ma anche la formica la paprica, l’ albero di fichi e tante altre cose belle. L’ umano, ultimo arrivato è apparso subito ad un primo esame il più dotato e il meglio attrezzato a prendere possesso del mondo con il suo contenuto e si è detto che questo è potuto accadere grazie alla sua intelligenza, poiché dio essere intelligentissimo, lo ha voluto simile a lui.
A livello sperimentale possiamo provare a mettere sui piatti della stessa bilancia l’ uomo e la formica e le rispettive confederazioni. Cosa notiamo a prima vista? Che nella società delle formiche ogni individuo fa la sua parte e la vita sociale va avanti senza grossi intoppi, senza lotte, scontri rivendicazioni o recriminazioni per portare a buon fine quelle azioni che rendono la sopravvivenza delle formiche stesse possibile. Non si può dire la stessa cosa delle società umane.
L’ intelligenza è quindi un handicapp?
A questo punto devo dire anche due parole sulla mia posizione personale e chiarire che io non credo assolutamente che sia l’ intelligenza l’ ‘ attributo che ha permesso all’ uomo di raggiungere la posizione che ha nella catena evolutiva, ma piuttosto la conquista delle mani e di una modalità di comunicazione articolata in sillabe che gli consente di assemblare parole.
Questa intelligenza, che farebbe la differenza tra l’ umano e gli altri esseri viventi mi sembra qualità troppo indefinita, troppo labile e incerta per poterci puntare sopra qualcosa. Il concetto stesso di intelligenza sfugge, ancora ai giorni nostri a qualsiasi definizione non essendo ancora noi scienziati grandi teste pensanti d’ accordo sui contenuti, e mi avrebbe meravigliato il contrario.

Ad ogni modo, per alcuni l’ intelligenza è data da un miscuglio tra capacità di apprendimento e memoria che darebbe luogo ad una capacità di elaborazione che ha reso possibile parlare in momenti recenti della storia dell?evoluzine di intelligenza artificiale:i computer in pratica non sarebbero altro che una proiezione-copia dell’ intelligenza umana, creati dall’uomo a riprova della sua intelligenza per intercessione di dio.
Per altri l’ intelligenza non è altro che la capacità di scegliere tra diverse opzioni: quante maggiori sono le scelte a disposizione e quanto maggiore è la velocità con cui si sceglie tra la diverse opzioni, tanto più l’ individuo è intelligente. Secondo questa teoria uno scarafaggio è più intelligente dell’ uomo, se si pensa alla velocità con cui sceglie la direzione verso cui fuggire. Ma siamo sicuri che quello scelga e non vada a casaccio?
Eppure occorre orientarsi nella giungla, altrimenti non se ne esce o non si ritrova casa o si gira sempre attorno allo stesso albero, insomma non si va avanti.
Dal punto di vista metafisico è dio l’ essere intelligentissimo: significa che la materia limita l’ intelligenza?
Per platone il concetto è semplice, l’ intelligenza è ciò che distingue le diverse classi sociali ed è distribuita da dio in maniera diseguale. Aristotele, più egalitario, sostiene che tutte le persone, tranne gli schiavi, esprimono intelligenza più o meno uguale e le differenze dovute alle influenze ambientali. Ma per questa via immaginiamo tutti dove si arriva.
Dal punto di vista etimologico l’ intelligenza è la capacità di entrare dentro le cose, “leggerle dentro”.
Per avere una definizione più scientifica dell’ intelligenza bisogna attendere lo sviluppo delle scienze mediche che hanno aperto il cranio umano e…Ohhh e… Uhhh ma quante belle circonvoluzioni che c’ ha questo cervello che deve dipendere da questo che l’ uomo è tanto intelligente. Bastò aprire il cervello di una scimmia per ricredersi, ci si rivolse allora alla gallina per consolarsi e in fondo, si disse, la scimmia è un nostro parente lontano, ma guarda invece quanti passi avanti abbiamo fatto.
Paragonando poi il tubo neurale di un lombrico col sistema nervoso molto sviluppato dei primati si continuò a pensare che bisognava insistere che l’ intelligenza stava tutta lì, nel cervello dell’ umano, e nelle sue circonvoluzioni ma non si riusciva a trovare il posto esatto dove stava l’ intelligenza. Tuttavia noi scienziati continuavamo a uscire scemi, troppi misteri insoluti troppi punti interrogativi e soprattutto sempre la stessa domanda: se la formica non ha il cervello dell’ uomo perché la società di cui sono parte sembra perfetta, contrariamente a quella umana? Che cos’ ha di più la formica? La formica è un automa si disse, guidata dai feromoni e senza altre ambizioni. Che vita è?
La biologia potè intervenire con l’ invenzione del microscopio elettronico che permette di indagare fin dentro la struttura più minuta delle cellule negli anni quaranta-cinquanta per cercare di individuare un qualche organulo responsabile dell’ intelligenza, ma alla fine degli anni ‘ 70 una coppia di noti studiosi di intelligenza applicata mogol e battisti decretò: e no, non è questione di cellule ma della scelta che si fa, correlando per la prima volta il fattore intelligenza alla capacità di individuare tra una diversa gamma di opzioni quella vincente.
Vincente per chi, per cosa?
Inizialmente era solo la lotta per la sopravvivenza e qui si distingue un ambito collettivo in cui è la specie ad evolversi secondo direttive intelligenti, ed una individuale in cui è il singolo a cercare di predominare sui propri simili. Ma può col tempo diventare una lotta per il posto al sole, per la prima fila, per la merenda del compagno e simili e qui diventa facile fare assumere all’ intelligenza sfumature che abbiamo definito astuzia e furbizia quale massima espressione della capacità cognitivo-relazionale.
La capacità dell’ individuo di adattarsi all’ ambiente in cui vive rende pressoché tutte le specie viventi intelligenti dal fringuello di darwin all’ asinello di pantelleria e questo non ci piace tanto a noi scienziati che abbiamo presupposto l’ intelligenza qualità distintiva che rende l’ uomo essere superiore alle altre specie animali e qualchevolta anche alle stesse specie umane.
Una volta stabilito che non esiste una locazione materiale dell’ intelligenza resta difficile farne una radiografia esatta e ci si è dovuti arrendere all’ evidenza e accettare diverse definizioni che abbracciano più che altro i risultati e gli effetti distinguendo intelligenza creativa, cognitiva, collettiva, sensoriale e via dicendo in modo tale che ci sia spazio per tutti.
Voglio concludere con un cenno alle possibilità di misurare l’ intelligenza che per molto tempo hanno occupato le menti di psicologi e antropologi e che hanno dato vita a tutta una serie di test sul quoziente intellettivo i famigerati Q.I. che hanno stroncato molte carriere brillanti e che ultimamente vengono considerati incongruenti, mentre si fa strada al contempo e con maggiore elasticità, l’ idea di poter comprendere l’ intero concetto di intelligenza solo come rappresentazione sociale la cui funzione è quella di razionalizzare un mondo complesso e difficile quale quello che siamo riusciti a cucirci addosso nel corso dei secoli e che i macdonalds non hanno certo contribuito a semplificare. Un esercizio utile per dimostrare la propria intelligenza pare essere quello di imbrogliare le matasse per poi dimostrare di saperle sbrogliare, complicare a priori le cose per poi dimostrare di saperle risolvere e anche, infine dissertare sulla navigazione mentre la nave affonda. Esercitazione preferita dei politici intelligenti, mi si consenta la divagazione.

La prossima volta parleremo della forma opposta all’ intelligenza, la cretinaggine e delle sue leggi.


Prima di continuare l’approfondimento sulla nobile società delle formiche e sui dettagli che ci rendono differenti o simili a questi laboriosi esseri mi sembra opportuno ed essenziale fare un cenno sulle origini della vita.
E questo per l’elementare motivo che esistono ben due teorie che fondamentalmente tentano di spiegare il miracolo della comparsa della vita sul pianeta terra ed è bene che ogni individuo sia in grado di capire a quale delle due aderisce.
Il tutto sempre per avere un’idea di come funziona ( quando funziona) la mente umana.

La prima delle due teorie è anche la più antica.
È la teoria della creazione divina e come suggerisce la parola stessa essa fa ricorso all’ intervento divino, per spiegare non solo la comparsa del primo uomo sulla terra ma anche l’ esistenza del pianeta terra e dell’Universo in cui questa palla schiacciata gira sospesa insieme a tante altre palle e corpi celesti e detriti universali.
La teoria è sbrigativa: c’ è un solo creatore per tutte le cose del cielo e della terra, onnipotente ed onnipresente. Ha creato l’universo e la terra da un caos originario perché l’uomo l’abitasse e godesse dei suoi frutti( all’inizio era il paradiso terrestre), le bestie perché l’ uomo avesse compagnia e la donna per par condicio. In questa teoria la creazione non è frutto del caso ma prodotta e guidata da una volontà intelligente per uno scopo preciso, insieme a tutte le leggi che regolano l’ universo. Secondo questo modello, la vita, non è il frutto di processi naturalistici avvenuti per caso.

La vita così come la intendiamo, è dovuta al soffio vitale con cui, con un atto volontario e cosciente, il Padreterno ha animato le cose che voleva fossero animate dopo averle create. Le diverse specie viventi nell’ infinita bontà del Creatore sono state messe al mondo singolarmente, magari in coppia, e tra le diverse specie che abitano il pianeta e non vi è tra essi alcun legame di derivazione di tipo dal meno evoluto al più evoluto. Per dirla chiara l’ uomo, essere privilegiato tra i viventi, non ha nulla a che vedere con la scimmia che non è una sua parente ma, semplicemente, il frutto di un’ altra, distinta creazione.

Il credere a questa teoria richiede un atto di fede poiché nessuna prova scientifica di tipo sperimentale può essere portata a supporto della stessa, e le alte sfere sinodali preferiscono che non si pongano domande impertinenti.

La seconda teoria, un po’ più articolata, indaga, sperimenta, fa analisi, raccoglie reperti, usa la scienza per spiegare particolari non visibili ad occhio nudo e imposta modelli, avanza ipotesi.
Come tutte le teorie funziona benissimo sulla carta ma ultimamente è un po’ in crisi.
La Moratti ha persino buttato Darwin fuori dalle superiori.
Ad ogni modo resta, a tutt’oggi, l’ unica teoria alternativa: teoria dell’evoluzione.
In prima istanza ci dice che il cuore della vita è contenuto in un filamento chiamato dna che è costituito da molecole, semplici molecole che ritroviamo uguali nei materiali inerti: azoto, idrogeno, ossigeno, carbonio. La vita è la chimica di questi elementi che si trovano ordinariamente nell’ ambiente terrestre, più pochi altri, che sono fondamentali alla crescita e alla sopravvivenza degli organismi viventi.
Le teorie scientifiche spiegano la formazione del pianeta terrestre, degli altri pianeti, delle galassie e dell’ intero universo chiamando in causa la fisica e i suoi teoremi e mettendo l’ accento su concetti come massa, temperatura, forza gravitazionale e così via. Senza chiamare in causa la Teoria dei Quanti dirò che tutto l’ universo era all’ origine compresso, zippato,in uno spazio infinitesimamente piccolo. Per cause ancora sconosciute la massa che lo costituiva è esplosa ? famoso Big Bang con annessa teoria ? dando luogo a quello che più o meno sappiamo. All’ inizio anche qui era il caos ma le leggi sulla massa e l’energia hanno fatto del loro meglio per mettere un po’ d’ordine: ne sono venuti fuori vari aggregati, le galassie, i sistemi planetari e in uno di questi la felice isola terrestre abitata da esseri viventi protetti da una biosfera compatibile. Il tutto ha richiesto un certo numero di miliardi di anni per come li contiamo noi. L’origine della vita starebbe tutta in una pozza d’acqua, semplice HdueO, dove nella notte dei tempi un filamento di quel famoso dna di cui conosciamo bene le doti e le proprietà, per un motivo ancora sconosciuto si è duplicato dando luogo ad un altro filamento uguale, dotato della stessa capacità di duplicarsi, non era proprio “vita”, era una quasi vita. Era comunque il miracolo: provate a mettervi davanti ad una pietra ed aspettate che si duplichi senza variare la sua massa e la sua dimensione. Senza alterare il numero delle molecola che la costituiscono. Non esiste. Ma quella duplicazione spontanea di molecole in apparenza neutrali e comuni a tante altre cose ha costituito il nucleo iniziale attorno a cui si è formato il primo organismo monocellulare vero e proprio: dotato della capacità di nutrirsi e riprodursi, accrescersi entro i limiti predeterminati dal proprio codice genetico e in base a quello stesso codice terminare la propria esistenza.

In tempi relativamente recenti poi va posta la comparsa degli organismi multicellulari, capaci nel loro complesso di assolvere anche a funzioni più elaborate. La specie più recente sarebbe quella umana. Numerose piante e specie animali sono comparse simultaneamente, per restare inalterate fino ai giorni nostri, ma per lo più le specie sono legate tra loro da una catena nell?evoluzione naturalistica: periodicamente, durante l’operazione di copia delle informazioni contenute nel dna, operazione che avviene rigorosamente al momento della riproduzione, può verificarsi un errore. Questo errore può essere neutrale, ma per qualche aspetto può anche rappresentare un beneficio per la specie. Questa creautura, portatrice di questo “gene mutante” avrà possibilità di sopravvivere e riprodursi leggermente diverse dai suoi simili, magari possibilità migliori, con la conseguenza di far diffondere con maggiore velocità quella ?diversità? all?interno della popolazione finquando essa non diventi definitivamente parte della specie. Tutto questo nel giro di un bel po’ di miliardi di anni.

Nessuno sa come siano andate le cose veramente in quella pozza.
Nessuno a filmare l?evento e resta un?incognita anche per gli scienziati a cosa sia dovuto questo evento miracoloso: la scarica di un fulmine?
Un innalzamento anomalo di temperatura?
Un vento improvviso e una luce particolarmente accecante?
Chi ha dato la scintilla?
Gli scienziati religiosi conciliano in questo punto scienza e religione accogliendo le risposte della fede per le domande che riguardano l’ origine della vita.
Gli scienziati fermamente laici, nonostante le difficoltà non si arrendono e fidano che le risposte che la scienza oggi non è ancora in grado di dare le darà domani. Anche questa è fede.

La mia posizione ormai è nota, mi aggiro su una cauta sospensione di giudizio.
Ammettendo però l’ intervento di un qualsivoglia creatore nel miracolo della vita avrei da fargli l’ obiezione che se fosse stato meno precipitoso e a fare quest’ uomo a sua immagine e somiglianza ci avesse messo uno o due giorni di più, forse, gli poteva venire meglio.

Domanda di riserva:
Anche le formiche hanno un Dio? E se ce l’ hanno a chi assomiglia?

Riferimenti: intanto anche il MIUR ha sospeso il giudizio….