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Tag: auguri


C’ è charlie parcker sul piatto che gira, un tempo si sarebbe potuto dire e sarebbe stato un bel dire ma oggi, con tutte queste diavolerie tecnologiche la magnificenza che viene fuori dalle mani si fluidifica e non sai neppure da dove, come arriva. Si smaterializza in una strana stregoneria che sa di fantascienza, e la magia delle mani sembra dissolversi…

Artigiano. La parola artigiano mi fa impazzire, credo che sia una delle più belle parole che ci siano.
Se credessi in dio lo penserei come un artigiano rifinito, in grado di fare un po’  di meglio rispetto a quanto avrebbe fatto se esistesse davvero e davvero fosse stato lui a fare l’ uomo a sua immagine e somiglianza. M’ investo di bassa autostima collettiva e dico: come artigiano non doveva essere un granchè.
Ma quest’ idea del dio artigiano credo esista già nella coscienza collettiva, perché guarda caso, suo figlio cristo, è figlio putativo di un falegname, quindi un artigiano. Uno che fa le cose con le mani: essenzialità dell?umanità. E siccome credo che i veri padri siano quelli che i figli li crescono e non quelli che li fanno, io credo nel cristo, credo nel figlio del falegname e non nel figlio di dio.
Ecco perchè in fondo nel natale ci credo.
Perchè credo in un cristo che nasce alla terra tutti i giorni, da quando l’ uomo è comparso sulla terra, credo che faccia i salti mortali per moltiplicare i pani e i pesci. Credo in un cristo che scaccia i trafficanti dai templi, e mette il dito nelle piaghe, credo in un cristo che sa camminare con lievità sulle acque, non sempre limpide, e portare fino in fondo la sua croce sulle spalle, credo che a volte abbia paura perché la notte è buia e fonda senza la luce di una cometa, ma alla fine, quando trova uno straccio di coda di cometa, riesce a fare anche miracoli.
Certo, non sempre si possono fare i miracoli, la notte e la paura a volte prendono il sopravvento e tutto diventa più cattivo e la sensazione di un? umanità malvagia e povera prevale, lo capisco, ma pensa che le comete sono poche e gli uomini tantissimi, e la sfiga, che pure è di questo mondo, ci vede molto bene.
Il mio presepe quindi, lo dedico a tutti quelli che soffrono, anche se non lo sanno, perchè possano trovare nuova linfa per la loro via crucis.

Buon natale, da tutto il condominio. Le parole che ho in mente sono di questa canzone:

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C’è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C’è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d’estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.

C’è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz’ora sono qui arruffato
dentro una sala d’aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C’è un tempo d’aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C’è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l’istante in cui scocca l’unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare.
(C’ è tempo, ivano fossati)

gocceincondominio:auguri di natale

Dic 24
Senza categoria


Il condominio augura un Felice Natale a tutti, proprio tutti
Belli e brutti affamati e grassi ladri ed assassini
Benestanti e disgraziati sani ed ammalati
E in particolare agli statali
Che per un giorno almeno spunti loro un fiore in bocca
E ricorda che
Per essere felici
Basta poco e per quello che ci vuole
Lo si potrebbe essere almeno un poco tutti i giorni.

Un pensiero particolare va invece a chi
Neanche in un giorno come questo
Potrà essere felice
Perché ha perso la casa e le speranze
Perché ha perso il lavoro
E non potrà fare neanche un regalo ai suoi bambini
Perché è il primo Natale
Che è mancata una persona cara
Perché si è avvitato in una spirale di violenza
E non vede via d?uscita, neanche oggi
Perché la vita è stata ingenerosa
E porta un fardello pesante ed ogni giorno più avvilente
Perché ha dimenticato o non ha mai saputo
Il suono di una parola gentile
Perchè il risentimento e il rancore
Si sono lentamente trasformati in odio bieco
A tutte queste persone un abbraccio ideale
E l?augurio è che la notte di Natale
Porti un po? di pace nei loro cuori.

E buonsenso nella testa dei politici.