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Categoria: Argomenti vari


Mi piacciono molto le persone che mi creano l?ispirazione o che mi fanno pensare, o ricordare.
Quelle persone che anche inconsapevolmente mi creano connessioni e ponti insperati o rimossi, scoprono sentieri nascosti che mai avresti sospettato… Con il tempo ho imparato a considerarle amiche. Con questo sistema può succedere che consideri amiche persone che non frequento nel quotidiano, o che conosco poco o da poco, o addirittura personaggi televisivi o anche artisti morti qualche secolo fa. Succede. Ci sono gli amici di matita e quelli di testa. Da un po? ci sono gli amici di blog.
Ed è successo che qualcuno mi ha mandato gli auguri di natale con dentro la solita e abusata parola felicità, ma l?ha intarsiata in maniera tale da farmi riflettere: riflettere vuol dire ripiegarmi su me stessa e interrogarmi, una specie di ginnastica faticosa di pensieri e memoria. Mi sono interrogata, così, a fondo e le risposte sono state rimaste incrociate tra il fondo e la superficie e avrei voluto farne un post per il mio blog preferito. Però veniva lungo. Allora ho pensato, perché non aprire un nuovo spazio, una terrazza all?attico o un semplice appartamento, che parli e intrecci storie attorno alla felicità?
Quale felicità e soprattutto, quanta felicità?
Le persone intorno a noi sono sempre molto brave e si danno un gran da fare a dirci cosa dobbiamo fare per essere felici e c?è anche un mucchio di brava gente che si è molto affannata a spiegare cos?è la felicità. Io credo che a volte quelle stesse persone contribuiscono a crearci uno stato di malessere, che ci allontana dalla felicità e che un?idea generica o standard di felicità sia l?ideale per renderci infelici.
Sono dell?idea che a volte ci si debba fermare un?attimo a capire, qual è la felicità che ci serve e ci basta, quella che appartiene a noi e non ad un altro.

Ho pensato di chiamare questo nuovo spazio gocceavapore. Certo sì, perché mi ricorda Treni a Vapore, e perchè il vapore è la forza che ha mosso il novecento verso territori immpensabili. Quando si pensa al vapore inoltre non si può non pensare alla locomotiva e alla sua simbologia, ma il vapore è forza in sè che se ne va anche per conto suo per mare e per aria e preme e sbuffa anche nella cucina di casa, senza andare troppo lontano e senza tanti eroismi e tanta storia.
Il vapore è anche quotidianamente e mansuetamente casalingo, lava e stira e qualche volta scotta le dita.
A pensarci il vapore è acqua in uno stato di trasformazione, e io (ma tutti quanti e sempre) sto vivendo uno stadio di trasformazione, diciamo consapevole. Piccole gocce che si sollevano, s?innalzano, vanno altrove, in volo.
Vapore ovvero tante gocce.
Come al solito, parto con una nota e non so dove arriverò

- Ciccio, le margherite…sparano?
- No, le margherite non sparano.

-allora perchè hanno messo il cartello:
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