La compagnia di ballerini-illusionisti che prende il nome da un assolo ideato da Pendleton – al tempo membro dei Pilobolus Dance Theatre – per i Giochi Olimpici invernali di Lake Placid nel 1980, diretta dall?americano Moses Pendleton è ancora una volta in Italia.
Quanto mi piacciono, quanto li adoro.
Chiaramente non li vedrò dal vivo perché loro pur venendo dalla campagna non fanno spettacoli in campagna. Li vedo in Tv quando mamma rai si ricorda di mandare uno degli speciali che i MOMIX hanno registrato, e sono diversi. Ma chiaramente sono eventi rari.
Quest?ultimo spettacolo pare sia piuttosto inquietante ma Moses non perde il suo ottimismo di fondo, generoso come sempre, nella sua fiducia nelle risorse della spcie umana e nella sua lode al corpo umano non senza un pizzico di ironia e fantasia. E la luce di cui sono inondati gli spettacoli della compagnia di Moses, è vero, è la lode del corpo umano, l?inno alla bellezza del corpo umano in movimento: pura passione senza possesso, armonia e forza in una sinergia sensuale che dimentica la carne eppure la esalta.

Siccome sono pigra copio e incollo qui di seguito un pezzo di un pezzo di
Mario Pasi.

Più di 70 mila biglietti già venduti fino a maggio, grande accoglienza e tutto esaurito a Bologna per una settimana: è iniziata bene la tournée italiana 2005 dei Momix di Moses Pendleton. Il gruppo di danza moderna festeggia i 25 anni con l?ennesimo successo, ma lo fa con uno spettacolo molto diverso dal solito, un po? angosciante.
«Sun Flower Moon» (La luna dei girasoli) non è per niente allegro, e il suo titolo non è pensato in positivo: il balletto è notturno, povero di luci, le immagini proiettate sono spesso da incubo, ci sono paesaggi scarni in cui la natura divora l?uomo.
Come in un videogame, i dieci interpreti fluorescenti navigano nel buio, volano appesi a corde invisibili, appaiono e scompaiono, eseguono passi aerei virtuosistici, mutano sembianze (li si vede come uccelli marini, spermatozoi, meduse, corolle, pupe, libellule, ragni divoratori) si combinano in creature multiple o appaiono con membra staccate, disarticolate: effetti magici da teatro nero praghese, ma le persone scompaiono in una anonima fioritura di gesti.
Gli interpreti si rivelano solo ai saluti finali: via gli abiti neri evviva il muscolo. Loro sono il sole, inutilmente atteso durante lo show e appena accennato da luci rosse e fuochi nell?unica scena che evoca le fatiche dell?amore.
Nel mare musicale assemblato da Pendleton, gli uomini sono piccoli e indifesi di fronte agli avidi moonflower che si aprono come un sesso femminile, e questo è il leit-motiv dello spettacolo.
Malgrado ciò, Pendleton riconferma il suo ottimismo, l’amore per la vita: «Viviamo in una grande fattoria nel Vermont, amiamo la terra, ma lanciamo un allarme perché non venga distrutta. Io faccio un po’ il prestidigitatore, è vero, questa luna non è romantica, gli alberi sono spettrali, i pianeti impazziscono, ma poi torniamo ad essere felici nel nostro mondo. Raccontiamo una favola che deve spaventarvi, perché dovete capire che un mondo senza luce è un mondo morto».
Allora non si tratta di negazione dello stile di vita di 33 anni fa, ai tempi del debutto con Pilobulos? «Ma no, sono ancora il ragazzo di campagna che fece perfino un balletto con 57 vacche, quello che ebbe il primo successo in uno show di Frank Zappa (che mi definì un teatrante bizzarro), che ha sempre lodato, come gli antichi greci, il corpo umano».

Mario Pasi

Oltre la Prima Europea di Bologna le tappe previste
sono: dall?1 al 13 marzo a Roma al Teatro Olimpico
dal 16 al 20 Marzo al teatro Verdi di Firenze
dal 22 al 24 al Palazzetto dello Sport di Pesaro
dal 28 al 30 Aprile al Teatro Verdi di Pisa
da 3 all?8 Maggio a l Teatro Filarmonico di Verona