Vai ai contenuti

Archivio

Categoria: Spettacoli


Il morto giace e il vivo si da pace. A ulteriore conferma di questa incommensurabile perla di saggezza popolare ho visto in tv diverse sere fa ? seconda pelle?.
Il film diretto da gerardo vera affronta il tema dell?omosessualità arriva nel 1999 , per cui non si può certo dire che introduca l?argomento. Per quello che ne so, di certo la novità per l?epoca in cui è stato girato il film potrebbe stare nelle scene di sesso molto esplicite che tolgono ogni dubbio a chi l?aveva su come fanno a farlo gli uomini tra di loro. E devo dire che il mio senso non so quanto comune del pudore non si è sentito né offeso né oltraggiato, anche se non posso definire la cosa patinata, posso dire che di certo il regista ci ha tenuto a presevare dignità all?atto.
Ma non è degli uomini qui che vorrei parlare.
La storia è il classico triangolo: lei, lui, l?altro. Elena, alberto, diego. Alberto è il marito, diego l?altro.
Appunto di Elena vorrei dire.
Lei è un flagello. Ogni volta che compare è un disastro: lei appare e lui, il marito, suda.
Lei appare e lui mente rovinosamente.
Lei appare e la sua segreteria telefonica carica di messaggini amorosi va in tilt.
Lei appare e lui vomita.
Lei appare e lui va suicidarsi con la moto contro qualcosa di molto grosso che fa molto rumore, ma nel film non si vede.
Anche quando non compare fisicamente riesce a fare danno: telefona, e gli blocca un amplesso sul più bello. Lui ha la presenza di spegnere il cellulare, ma ormai è fatta?è andata.
Quando lui, il marito, ormai alle strette, in preda alla più totale confusione tra l?amore per lei e l?attrazione per l?amante-diego, che non è solamente fisica, le chiede di parlare, di starlo ad ascoltare, perché lui ha voglia di capire ma non ha gli strumenti, lei che fa?
Lei va a stare dalla madre, tradisce a sua volta alberto con il collega ( che anche questo è un classico). Poi ritorna, poi se ne rivà.
Io non so se il regista o lo sceneggiatore l?abbiano fatto a posta a costruire un personaggio femminile così devastante, duro, superficiale ed egoista di fronte alla crisi aperta nello scorrere quotidiano delle cose scontate di alberto. Ma questa donna così irresponsabile e diciamolo, cretina, è accompagnata per mano dalla fortuna. Per esempio, a un certo punto decide di andare a conoscere l?amante del marito che lavora in una clinica privata: l?aspetta all?uscita, e quando lui si stacca da un gruppo di colleghi lei fa la fatidica domanda: tu sei diego?
Sì ma, da cosa l?avrà capito? In mezzo a tanta gente è come fare bingo.
( Qui il regista secondo me s?è fatto l?autogol)
Lei comunque gli sgomitola davanti tutta la rovinosa verità: alberto ha una moglie e un figlio, povero figlio con una madre tanto snaturata.

Alberto è un confuso, in preda a crisi d?identità sembrerebbe sessuale ma non solo perché sul finire della storia si scopre che la sua è stata una vita condizionata in tutte le direzioni dalle aspettative di altri. Quando si scopre e si guarda di fronte la sua è una strada senza uscita. Fa l?unica scelta che è abituato a fare, si spoglia di ogni responsabilità e preferisce uscire di scena. Come dargli torto, lo psicodramma è al massimo.
Diego dice ad alberto: non devi chiederti se è giusto o sbagliato, chiediti se ti piace.
Probabilmente la domanda è formulata male: chiediti se sei te stesso, avrebbe dovuto dire. Forse solo così alberto avrebbe potuto fare quel passo indietro che gli avrebbe salvato la vita.
Ad ogni modo, arriva il giorno del funerale: potrebbe mai mancare diego? Assolutamente no. Né può mancare quando la moglie di alberto va a rimettere a posto la casa, gli effetti personali, probabilmente a disdire i contratti di luce, telefono e gas. Diego, cha fa colazione giusto al bar di sotto, la raggiunge. Dopo un primo impatto i due iniziano a parlarsi, si confidano, fraternalizzano e alla fine, questa donna doppiamente tradita, nell?individuale e nel genere se ne va a passeggio con l?ex del marito da buona amica.
Che sia l?inizio di qualcosa?
La morale di questo film? Non lo so, forse la morale di questa favola moderna è una metamorale cioè che alle volte per dare una morale alle cose ci preoccupiamo di non darne bellezza, in pratica questo film è un brutto film a prescindere dal tema trattato. E non mi si accusi di razzismo.
La recitazione è spiccatamente teatrale, la fotografia pessima, la musica se c?era non s?è sentita, i personaggi non hanno alcuno spessore se non quello indicato dai canoni classici dello psicodramma. Il finale vorrebbe essere una sorta di redenzione a cui non si può credere perché manca il senso del miracolo.
Se non fosse stato un film tematico poteva essere una qualsiasi soap brasiliana.

il dipinto: di zavattini


La compagnia di ballerini-illusionisti che prende il nome da un assolo ideato da Pendleton – al tempo membro dei Pilobolus Dance Theatre – per i Giochi Olimpici invernali di Lake Placid nel 1980, diretta dall?americano Moses Pendleton è ancora una volta in Italia.
Quanto mi piacciono, quanto li adoro.
Chiaramente non li vedrò dal vivo perché loro pur venendo dalla campagna non fanno spettacoli in campagna. Li vedo in Tv quando mamma rai si ricorda di mandare uno degli speciali che i MOMIX hanno registrato, e sono diversi. Ma chiaramente sono eventi rari.
Quest?ultimo spettacolo pare sia piuttosto inquietante ma Moses non perde il suo ottimismo di fondo, generoso come sempre, nella sua fiducia nelle risorse della spcie umana e nella sua lode al corpo umano non senza un pizzico di ironia e fantasia. E la luce di cui sono inondati gli spettacoli della compagnia di Moses, è vero, è la lode del corpo umano, l?inno alla bellezza del corpo umano in movimento: pura passione senza possesso, armonia e forza in una sinergia sensuale che dimentica la carne eppure la esalta.

Siccome sono pigra copio e incollo qui di seguito un pezzo di un pezzo di
Mario Pasi.

Più di 70 mila biglietti già venduti fino a maggio, grande accoglienza e tutto esaurito a Bologna per una settimana: è iniziata bene la tournée italiana 2005 dei Momix di Moses Pendleton. Il gruppo di danza moderna festeggia i 25 anni con l?ennesimo successo, ma lo fa con uno spettacolo molto diverso dal solito, un po? angosciante.
«Sun Flower Moon» (La luna dei girasoli) non è per niente allegro, e il suo titolo non è pensato in positivo: il balletto è notturno, povero di luci, le immagini proiettate sono spesso da incubo, ci sono paesaggi scarni in cui la natura divora l?uomo.
Come in un videogame, i dieci interpreti fluorescenti navigano nel buio, volano appesi a corde invisibili, appaiono e scompaiono, eseguono passi aerei virtuosistici, mutano sembianze (li si vede come uccelli marini, spermatozoi, meduse, corolle, pupe, libellule, ragni divoratori) si combinano in creature multiple o appaiono con membra staccate, disarticolate: effetti magici da teatro nero praghese, ma le persone scompaiono in una anonima fioritura di gesti.
Gli interpreti si rivelano solo ai saluti finali: via gli abiti neri evviva il muscolo. Loro sono il sole, inutilmente atteso durante lo show e appena accennato da luci rosse e fuochi nell?unica scena che evoca le fatiche dell?amore.
Nel mare musicale assemblato da Pendleton, gli uomini sono piccoli e indifesi di fronte agli avidi moonflower che si aprono come un sesso femminile, e questo è il leit-motiv dello spettacolo.
Malgrado ciò, Pendleton riconferma il suo ottimismo, l’amore per la vita: «Viviamo in una grande fattoria nel Vermont, amiamo la terra, ma lanciamo un allarme perché non venga distrutta. Io faccio un po’ il prestidigitatore, è vero, questa luna non è romantica, gli alberi sono spettrali, i pianeti impazziscono, ma poi torniamo ad essere felici nel nostro mondo. Raccontiamo una favola che deve spaventarvi, perché dovete capire che un mondo senza luce è un mondo morto».
Allora non si tratta di negazione dello stile di vita di 33 anni fa, ai tempi del debutto con Pilobulos? «Ma no, sono ancora il ragazzo di campagna che fece perfino un balletto con 57 vacche, quello che ebbe il primo successo in uno show di Frank Zappa (che mi definì un teatrante bizzarro), che ha sempre lodato, come gli antichi greci, il corpo umano».

Mario Pasi

Oltre la Prima Europea di Bologna le tappe previste
sono: dall?1 al 13 marzo a Roma al Teatro Olimpico
dal 16 al 20 Marzo al teatro Verdi di Firenze
dal 22 al 24 al Palazzetto dello Sport di Pesaro
dal 28 al 30 Aprile al Teatro Verdi di Pisa
da 3 all?8 Maggio a l Teatro Filarmonico di Verona


Ho tagliato le orecchie a mio figlio.
Le ho sfritte in padella con poco olio, aglio e limone. Anche un pizzico di sale.
Le ho date in pasto al cane di razza Yeti che si cresce il mio vicino.
Quello, il cane, è diventato idrofobo ed è corso ad azzannare l’ arrotino che arrota coltelli e aggiusta ombrelli seduto a un banchetto vicino all’ edicola.
Pazzo per il dolore alla coscia, l’ arrotino ha spalancato la bocca e le braccia, per disdetta quella volta non stava aggiustando ombrelli. La lama del coltello da pesce s’ è andata a infilare nello sterno a quell’ antipatica della moglie del giornalaio, che c’ è rimasta.
Dalla felicità il giornalaio ha regalato giornali a tutti per tutto il giorno.

Il cane-yeti è stato soppresso.
Il vicino proprietario del cane s’ è perso.

L’ arrotino è andato ad arrotare da un’ altra parte ma l’ edicolante gli ha regalato un abbonamento vitalizio a play-boy.
L’edicolante ha chiuso l’edicola per fallimento e si è trasferito a Cuba dove Fidel lo invita spesso a fumare il sigaro nel giardino di casa sua.

Mio figlio invece continua a fare orecchie da mercante.

nella foto cruciverba
una scultura di Rabarama


Caro direttore generale della Rai,
scrivo a te perché mi sembra di capire che sei uno sveglio, ma soprattutto uno che conta, e mi permetto di darti del tu perché uno che conosco lavora da te e se non avessi fatto tanto la schizzinosa e quella scopata me la fossi fatta, forse adesso anch’ io lavorerei per te.
Ti mando la videocassetta con un Format ideato da me. Trattasi di un nuovo reality show che a parer mio avrà un successo senza precedenti: vedrai, vedrai che gli ascolti impenneranno.
L’ ambientazione è in un castello con tanto di fossato, acqua e coccodrilli veri alligatori. Ogni concorrente nominato ed eliminato in conseguenza dei voti da casa verrà impennato sulla torre più alta e fatto saltare con una spintarella nel fossato, dove un coccodrillo a scelta tra quelli più scannati dalla fame lo divorerà in diretta.

Dimenticavo…i concorrenti, solo ed esclusivamente appartenenti alla nostra classe politica:

- quelli che se non riescono a fare le prime donne vanno in crisi di astinenza.
-quelli che non hanno il coraggio civico di dire: ragazzi, qui i soldi sono finiti e non sappiamo più dove andare a parare.
- quelli che raccontano stronzate e ci credono loro per primi.
- quelli che alle stronzate che raccontano ci devi credere almeno tu.
- quelli il sistema democratico è un nome, il loro.
- quelli che non avendo argomenti s ’ insultano
- quelli che peggio per chi ci ha votato
- quelli che ogni giorno offendono la nostra paziente e media intelligenza
- quelli che gay è scomodo, ma perché rinunciare al loro 3%?
Ed anche altri che qui non cito.

Serena e fiduciosa nella tua piena accoglienza aspetto una tua telefonata a casa.

il disegno è gentilmente concesso dagli alunni di una scuola di Jesi.


Grande ritorno in tv di Renzo Arbore, dopo i successi di Quelli della Notte e Indietro Tutta, Arbore mancava dallo schermo con un programma tutto suo da parecchio avendo assunto a tempo pieno gli impegno di R. I. e della grande Orchestra Italiana che portano la musica italiana( e napoletana) nel mondo. L?aspettavamo.
Il direttore generale della Rai deve averlo pregato molto.
Deve averlo sommerso di telefonate.
Alla fine lui ha ceduto ed è tornato.
Con il solito Ugo Porcelli dietro le quinte; con Monica Nannini e Gegè Telesforo( quelli di D.O.C, e non solo)a collaborare nelle scelte musicali.
Come al solito, il programma va in onda a mezzanotte e dintorni va ne vale come al solito la pena.
Con l?Antica Arboristeria, così è titolato il nuovo programma, Renzo si propone non tanto di andare a caccia di nuovi talenti, che è il suo più grande e riuscito piacere (devo davvero ricordare tutte le sue scoperte? Basta per tutte Maria Grazia Cucinotta?), quanto di recuperare i volti che hanno fatto la storia della radio e della televisione e i filmati che l?archivio della rai custodisce più o meno consapevolmente. Ieri sera (stanotte) sono stati ricordati Massimo Troisi e Rochy Roberts.Ospiti d?onore la figlia di Gugliemo Marconi e Mariangela Melato.
Momento musicale magico con la Melato che ha cantato (cantato!) Sola me ne vo per la città con un fantastico arrangiamento del quintetto( lo giuro, sembrava un quintetto!) Jazz di Arbore (non me ne chiedete il nome) e l?intervento corale dello stesso Renzo. Magico debutto per la Melato!
Poi, per chi conosce e apprezza Arbore, la solita eleganza e lievità di una bella serata tra amici.

Insomma è inutile andare per le lunghe, sabato prossimo non perdetelo: Rai 1 ore 23,45(circa) e non perdete neanche Mariangela Melato allo Stabile di Genova(per i genovesi).