Oggi.

A distanza di un anno esatto ho incontrato la ragazza che era ricoverata nella stessa stanza di mia figlia. Ho visto un cane spinone gigante. Mi sono persa, mi sono interrogata sul numero di neuroni che accompagna la vita dei pubblici amministratori che organizzano la viabilità cittadina.

Ho driblato un enorme donnone biondo in minuscola minigonna rosa che avrebbe fatto la felicità di fellini e una trans piuttosto brutterella mi ha ceduto il passo in coda al supermercato.

Sulla rotonda ovale pagata coi soldi dell’europa un ragazzino in bici per poco non mi finiva sul cofano, l’ho fulminato con lo sguardo da “buttati che ti rompo l’osso del collo”.

Mi sono accorta che le giornate si sono accorciate, mentre il cielo imbruniva sotto le nuvole e sul mio rientro a casa.

Adesso mi guardo montalbano, il commissario.