Caro coach

a questo punto mi sembra più che giusto darti mie notizie. Apprezzo molto gli sforzi che fai per farmi saltare al mio “livello superiore”, ho aperto il file che mi hai inviato e ho seguito  diligentemente le istruzioni dettate dalla tua voce pacata ed armoniosa.

Ammetto che ho rimandato per giorni l’operazione, ma poi alla fine ci sono riuscita e mi sono ben disposta a seguire il percorso che mi indicavi per acquisire più consapevolezza, raggiungere il successo e ottenere tutto quello che voglio dalla vita.

Ottimo il rilassamento, mi ci voleva proprio: e le spalle ringraziano. I problemi sono iniziati subito però, perchè la tua voce mi ha portato speranzosa al momento della mia nascita, e non è proprio andata come dici tu…guardati attorno, guarda tutte le persone che ti circondano…senti il loro amore?

Adesso ti racconto come sono andate veramente le cose.

Mia madre aveva circa vent’anni, giovane, inesperta e al suo fianco oltre a mio padre e al medico amico di famiglia c’era anche mia nonna, la mamma di mia madre, la rompiballe. Mio padre subì la classica delusione del maschio mediterraneo e meridionale, di fronte alla figlia femmina, mia nonna credo che accentuò la cosa, poichè ovviamente, venivano a scarseggiare i motivi di orgoglio matriarcale, femmineo, subliminale.

Mia madre spingeva poco e mi mancava l’aria, quando finalmente nacqui fu anche peggio. Il nervosismo impazzava perchè nessuno faceva quello che ci si aspettava, iniziarono a litigare per il  nome. Ah, dimenticavo: c’era anche la mamma di mio padre, la suocera.

La stanza era affollata e si respirava a malapena. Aggiungici che mio padre fumava e anche parecchio. Deluso, nervoso, preoccupato per questo parto maldestro e indubbiamente rottodicazzo(si può dire?) dallo starnazzare delle donne.

E l’ostetrica non la vogliamo contare? Una spiccia, e sbrigativa, come tutte le ostetriche e le caposala, senza tanti complimenti imperava sulla puerpera senza minimamente capire i bisogni di una che tutto vorrebbe tranne che farsi lacerare le carni da uno sconosciuto di 4 chili, per giunta femmina, che non ne ha voluto sapere di girarsi quand’era ora.
Quando nasci col forecipe, la tua testa assume momentaneamente la forma di una pera. Ulteriore motivo di disappunto per i congiunti presenti. E il momento può durare mesi.

Del concepimento nulla so e non oso immaginare, ma la nascita ti assicuro fu fonte di grandi e duraturi dissapori. Se la memoria non m’inganna volarono bestemmie, catini e sguardi al vetriolo.

Non c’era amore per me, alla fermata. Dovevo capire l’antifona e andarmene in volata. Invece restai, e fu solo il primo, di una serie interminabile di errori.

Non c’era amore, quindi, quando arrivai. La scena in cui mi vedi non esiste, per cui mi sono stoppata e sono uscita perchè non è il mio film. Per tua informazione non ho pianto.

Domani mattina ho un colloquio di selezione, un altro palliativo. Ma pensa, il dramma sarebbe se mi scartassero.