Forse per me
non c’è mai stato il cantante,
ma sempre l’autore,
il cantautore,sunshine
il fabricante d’arte,
il creatore
d’emozioni.
E ce n’era uno alla bisogna per
ogni situazione: quello del momento politico,
quello del momento un po’ depresso,
quello che serviva per uscire dalla malinconia, quello che “è grande e basta”, non si discute, sta sopra tutti quanti gli altri forse non c’è mai stato
e se ne dovessi scegliere uno soltanto
da portare in vacanza
avrei problemi,

perchè io ascolto la musica a seconda dei miei stati d’animo e ho un fabricante d’armi giusto per ognuno di essi.

Però vecchioni, il professor vecchioni, condannato dal cugino di mio suocero a versare gli alimenti alla exmoglie con sentenza definitiva ed inappellabile, sarebbe un sogno se passasse di qua e lasciasse la sua firma sul mio blog.

Nei miei stati d’animo è da tempo che non c’è più posto per le sue canzoni, lui invecchia e io mi rifiuto di farlo, lui cambia gli arrangiamenti alle sue canzoni e io passo al jazz, lui cambia le parole ai suoi testi storici e io dico che s’è rincoglionito.

Però vecchioni, il professor vecchioni, ha scritto una canzone che si chiama “figlia” quando i figli non si facevano in provetta, quando dedicare una canzone a un figlio era sospetto, ed è una canzone d’amore per il mondo, per il mal d’amore e per il mal di vita.

Non so cos’è davvero che mi ha allontanata da lui, se lui ha tradito me o viceversa, so che nei suoi testi c’era qualcosa che lo mettevano al di sopra della politica e al di sopra del particolare e che nonostante il fatto che abbia avuto il pessimo gusto di invecchiare nel tempo e raddrizzare un po’ il tiro rammollendosi, quello che lo lascia nel gotha dei miei preferiti era la sua ironia, il suo pudore, il parlare di cose che oggi quando se ne parla si dice: però, testo coraggioso…

 

e allora mi piace ricordarlo così:

 

 

Tu sei bella anche se non ridi
sai cadere quasi sempre in piedi
io non ho la giacca ed il coltello
ma sul muro il tuo sorriso è bello
Io vorrei
rivederti per tutte le sere
che ho guardato
la tua foto in un vaso di mele

Non ti ho mai voluto tanto bene
vedi, quasi quasi ti conviene
ti ho mai scritto lettere d’amore
quando stavi sveglia ad aspettare?

Si lo so
che poi sei ritornata lo so
ma qui dentro
io continuo a vederti partìre…

Io vorrei
fare a pezzi il ricordo di un treno
i tuoi treni
e quell’uomo che vedi e che tieni…

Io vorrei
ammazzarlo per farti tornare
sulle scale
con la voglia di ricominciare
hai ragione forse sono solo
ho comprato il cielo ma non volo
sono piccolo come un bambino
puoi tenermi tutto in una mano

Io vorrei
rivederti per fare l’amore
non sognarti
quando il sogno comincia a finire

io vorrei
tu chi sei
ed accorgermi che siamo uguali

E vorrei contare i tuoi capelli
fino all’ultimo senza sbagliare
e alla fine
dire che son belli
e confonderli e ricominciare

Vorrei- Robinson 1979