Prima che una liberazione, fu una guerra d’invasione come oggi in iraq, come in afganistan e gli altri.
Ci furono morti anche tra i civili, donne e bambini, sotto i bombardamenti degli “alleati”, proprio come in iraq.
Ma il più degli italiani sono stati contenti e quand’ero bambina si raccontava la favola degli americani che avevano liberato l’ italia dall’orco assassino per amore di democrazia, libertà e fratellanza.

Ah l’amerika! Che paese meraviglioso!!!..

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po’ da vivere…
La primavera intanto tarda ad arrivare.

Franco battiato, povera patria (come un cammello in una grondaia, 1991)