Guardo in alto, alla mia sinistra, in alto alto, sotto il cornicione che dà inizio alla volta: il trompe d’oeil che mima vetri gialli che a loro volta mimano una croce su uno sfondo celeste che mima un cielo sereno il tutto sovrastato da un architrave barocco che mima un finestrone che sta a far pariglia con quello di fronte, che invece è davvero un finestrone barocco. Il cielo lì però è buio perché sono passate le sette. Sull’ altare maggiore c’ è la madonna del Carmine, o del Carmelo che è quella tenerissima donna che sta sulle nuvolette con un mantello azzurro cosparso di stelle e che il Venerdì santo mette il mantello nero ed accompagna il Cristo al santo sepolcro
Quando guardo in alto, alla mia sinistra, la croce che vorrebbe essere illuminata del il trompe d’oeil so che là dietro c’è un piccolo corridoio con una porta che dà nel  salotto di casa mia.
Il fatto di abitare in una casa che rasenta una chiesa e non una chiesa qualsiasi ma quella dove sta la mater semper dolente e sempre misericordiosa ha creato negli anni, nonostante la nostra distanza dalle cose di chiesa, uno strano rapporto con le mura e con quello che è contenuto dalle mura.

Quasi si trattasse di un vicino ingombrante ci si interessa sempre e comunque a lei, alle fasi di manutenzione, ai preparativi ed agli allestimenti per le celebrazioni, ai danni, certo anche ai danni ultimamente il nostro terrazzo si è privato di una delle statue di santi che sovrastano l’ annessa facciata della chiesa, il marmo ha ceduto e la statua rischiava di frantumare sui gradini davanti al portone: così sono venuti coll’ elevatore e l’ hanno portata via. E quando anni fa la campana perse il batacchio? Ne fummo tutti felici: ormai i più sanno che se vogliono conversare in maniera comprensiva non devono chiamare a casa alle sette di mattina, a mezzogiorno, alle sei del pomeriggio. Alle lunghe ed estenuanti e costose operazioni di riattamento del campanile credo di aver già accennato, avevamo gli operai in camera da letto in quel periodo, ma non è un problema: vogliamo tutti bene a quella chiesa dove a volte, tra l’ una e le due, entriamo a rinfrancarci dal caldo afoso di luglio. Non c’ è niente di meglio della sua fresca penombra prima di affrontare la rampa di scale di casa e la corsa in cucina. E quando vogliamo un attimo di calma dove andiamo? Scendiamo giù, non c’ è posto dove si rifletta meglio: il silenzio è quasi sempre perfetto, tranne quando prova il coro ma anche in quel caso è simpatico soffermarsi ad ascoltare, e comunque quando rientrando le luci sono accese si passa sempre un attimino a vedere cosa succede.
L’ho detto, è come interessarsi ad un vicino ingombrante. Subiamo, tolleranti e preventivamente organizzati il sequestro in casa del venerdì santo, quando la piazza antistante alla chiesa si allaga progressivamente di gente e arriva il momento che se apri il portone di casa ti trovi di fronte una barriera di corpi e di uscire non se ne parla proprio.

Ragionevolmente nei giorni scorsi, un po’  strani per la mestizia generale ma anche per l’ armonia sotterranea, avrei dovuto tranquillamente accontentarmi di andare da un televisore all’ altro di casa, da un canale all’ altro per raccogliere umori e notizie invece contrariamente alle mie abitudine sono anche andata per messe. In un borgo come questo in cui abito dei preti si finisce per conoscere vizi e virtù, si finisce per capire perché quando entrano loro in chiesa ne esce la spiritualità. Di quello che ho di fronte so, quando dice- il pomeriggio io medito -, a che tipo di meditazione fa riferimento, mi basta guardare la sua bella faccia rubiconda attraversata da un reticolo di venuzze sottili e rosate. Ma una cosa buona la dice: questo papa era così amato perché era credibile.
Credibile, che bella parola.
In questi giorni me ne sono anche andata in giro per internet, ho trovato tante belle parole ma anche qualche lagnanza stretta, Papa populista, Papa responsabile di milioni di morti in Africa.
Ora, tolto il fatto che uno dei compiti della religione è catalizzare le masse, considero sciocco chi pensa che il Papa avrebbe dovuto fare la pubblicità al profilattico per salvare l’ umanità dall’ aids. Un Papa che avesse fatto una cosa del genere non sarebbe stato più credibile, come dirlo? Possiamo non credere ai principi del dogma cattolico, non condividerlo ma non possiamo riscriverlo, non tocca a noi. Noi possiamo solo fare delle scelte. Io sono ancora della scuola di Pascal, Cartesio e Montesquieu: mi faccio sparare perché gli altri possano difendere le loro idee, i loro valori, anche se sono diversi dalle miei. Purchè ci sia gente che abbia valori e idee in cui credere.

La prossima domanda è: l’ edonismo è un valore?

le campane nella foto sono gentilmente concesse dalla cappella delle Cicladi