La musica ci accompagna, le canzoni fanno da colonna sonora alla nostra vita. E?’ una grande ovvietà ma ricordiamo momenti di vita legati alle note che ne fanno da spartito.
C’è sempre qualcuno che canta sul momento più bello della nostra vita, per quella volta che siamo stati felici. Finiamo col legare quella canzone indissolubilmente a un volto, un’ espressione, e ce n’è una anche per quando abbiamo pianto, per quando abbiamo perso, per quando sapevamo che una canzone non ci avrebbe consolato, per quella sensazione di mondo che ti crolla addosso o peggio che t’ ignora. Poi ci sono le canzoni che ti calzano precise, per i tuoi momenti di vita, che sembra quasi che chi le scrive sta pensando a te.
E c’ è sempre una canzone nel juke box, o al supermercato per farci scivolare su una qualche nostalgia. Di tanto in tanto è la radio, improvvisamente a svegliarci un ricordo, e qualche volta siamo proprio noi stessi che, guidati da un chissà che, allunghiamo la mano verso i nostri cd, i nostri dischi, i nostri nastri e ne scegliamo uno a caso che poi non è proprio un caso: è una voglia di passato, di rivivere emozioni attraverso canzoni.

Ultimamente mi sono convinta che poi ognuno di noi ha un lifemotive che a volte neanche conosce o riconosce. Musica e parole che non sono legate a un momento particolare ma ce l?abbiamo nelle ossa ed è un po’  una filosofia, il tessuto che lega le ossa. Una canzone che c’ entra poco con gli altri, che non ha legami particolari ad un preciso momento di ebbrezza o di malinconia. Non sai perché o quando lo è diventata solo che di tanto in tanto ti ritrovi a canticchiarla, la senti che è lì che ti stava aspettando solo ed esclusivamente per farsi riconoscere, per abbracciarti. Non è la canzone di un momento, è la canzone della tua vita.

Niente da Capire è la mia canzone.

Le stelle sono tante, milioni di milioni,
la luce dei lampioni si confonde con la strada lucida.
Seduto o non seduto, faccio sempre la mia parte,
con l’anima in riserva e il cuore che non parte.
Però Giovanna io me la ricordo ma è un ricordo che vale dieci lire.
E non c’è niente da capire.
Mia moglie ha molti uomini,
ognuno è una scommessa perduta ogni mattina nello specchio del caffè.
Io amo le sue rughe ma lei non lo capisce,
ha un cuore da fornaio e forse mi tradisce,
però Giovanna è stata la migliore,
faceva dei giochetti da impazzire.
E non c’è niente da capire.
Se tu fossi di ghiaccio ed io fossi di neve,
che freddo amore mio, pensaci bene a far l’amore.
È giusto quel che dici ma i tuoi calci fanno male,
io non ti invidio niente,
non ho niente di speciale.
Ma se i tuoi occhi fossero ciliege io non ci troverei niente da dire.
E non c’è niente da capire.
È troppo tempo amore che noi giochiamo a scacchi,
mi dicono che stai vincendo e ridono
da matti, ma io non lo sapevo che era una partita,
posso dartela vinta e tenermi la mia vita.
Però se un giorno tornerai da queste parti,
riportami i miei occhi e il tuo fucile.
E non c’è niente da capire

F. De Gregori- Frandesco De Gregori, Niente da Capire(1974)

il sunshine è di Giancarlo Piranda