Non la prenderò alla larga, non ci girerò attorno ma non mi infilerò neanche nell’ occhio della mischia, non è interessante, non nuoterò al centro delle polemiche.

Voglio cogliere le sfumature, voglio ricordare le piccole cose. I particolari distanti e d’ insieme, quelli che fanno i contorni.

Gli indiani d’ America usano dire che per conoscere un uomo bisogna camminare sette anni nei suoi mocassini.
Potrebbero essere addirittura pochi, ma mi sembra un buon inizio per saggio portarsi.

Il sistema giudiziario americano non è esattamente il massimo esempio di virtù pulizia e trasparenza. Sulle condanne espresse da quel sistema così democratico da tenere sullo scranno giudici matti, eletti grazie ai soliti giochetti politici, e giurie popolari combinate oserei avanzare qualche timido dubbio.
Un tempo si diceva che gli occhi sono lo specchio dell’anima.
Un tempo gli uomini tra loro si guardavano negli occhi.

Il pugilato. Fare il pugile non è esattamente la stessa cosa che fare il collezionista di farfalle.
Ieri molto più di oggi.
Per molti ragazzini figli della strada questo sport ha rappresentato l’ unica ed estrema possibilità di rivalsa in un mondo che offriva loro solo una palestra umida e polverosa. Arrivavano al successo, ai soldi, in qualche modo ad ottenere rispetto e ammirazione in cambio dovevano dare tanti pugni ma anche incassarne. L’ allenatore spesso era come un padre, un padre pretenzioso.
Venivano spesso da una realtà violenta, da una famiglia violenta ed imparavano a usare quella violenza per la gloria.
E’ successo in America ma anche in Italia. Leggende estreme di tori scatenati e hurricane di una generazione che non ti chiedeva di saper leggere o pensare o parlare ma solo di saper menare le mani e reggerti sulle gambe. Di rialzarti prima del gong. Vite dannate.

Non conosco Tyson, trovo il pugilato uno sport primitivo. Ma tant’ è.
Credo che se il tacchino potesse scegliere vorrebbe nascere falco.
Non conosco Tyson, può darsi davvero che sia una bella persona. C?è poco da scandalizzarsi.
Quello che so per certo è che il suo è il più bello ed elegante tatuaggio che abbia mai visto.

nella foto : bellezze al mare di Pierre Puvis de Chevannes