Prima di continuare l’approfondimento sulla nobile società delle formiche e sui dettagli che ci rendono differenti o simili a questi laboriosi esseri mi sembra opportuno ed essenziale fare un cenno sulle origini della vita.
E questo per l’elementare motivo che esistono ben due teorie che fondamentalmente tentano di spiegare il miracolo della comparsa della vita sul pianeta terra ed è bene che ogni individuo sia in grado di capire a quale delle due aderisce.
Il tutto sempre per avere un’idea di come funziona ( quando funziona) la mente umana.

La prima delle due teorie è anche la più antica.
È la teoria della creazione divina e come suggerisce la parola stessa essa fa ricorso all’ intervento divino, per spiegare non solo la comparsa del primo uomo sulla terra ma anche l’ esistenza del pianeta terra e dell’Universo in cui questa palla schiacciata gira sospesa insieme a tante altre palle e corpi celesti e detriti universali.
La teoria è sbrigativa: c’ è un solo creatore per tutte le cose del cielo e della terra, onnipotente ed onnipresente. Ha creato l’universo e la terra da un caos originario perché l’uomo l’abitasse e godesse dei suoi frutti( all’inizio era il paradiso terrestre), le bestie perché l’ uomo avesse compagnia e la donna per par condicio. In questa teoria la creazione non è frutto del caso ma prodotta e guidata da una volontà intelligente per uno scopo preciso, insieme a tutte le leggi che regolano l’ universo. Secondo questo modello, la vita, non è il frutto di processi naturalistici avvenuti per caso.

La vita così come la intendiamo, è dovuta al soffio vitale con cui, con un atto volontario e cosciente, il Padreterno ha animato le cose che voleva fossero animate dopo averle create. Le diverse specie viventi nell’ infinita bontà del Creatore sono state messe al mondo singolarmente, magari in coppia, e tra le diverse specie che abitano il pianeta e non vi è tra essi alcun legame di derivazione di tipo dal meno evoluto al più evoluto. Per dirla chiara l’ uomo, essere privilegiato tra i viventi, non ha nulla a che vedere con la scimmia che non è una sua parente ma, semplicemente, il frutto di un’ altra, distinta creazione.

Il credere a questa teoria richiede un atto di fede poiché nessuna prova scientifica di tipo sperimentale può essere portata a supporto della stessa, e le alte sfere sinodali preferiscono che non si pongano domande impertinenti.

La seconda teoria, un po’ più articolata, indaga, sperimenta, fa analisi, raccoglie reperti, usa la scienza per spiegare particolari non visibili ad occhio nudo e imposta modelli, avanza ipotesi.
Come tutte le teorie funziona benissimo sulla carta ma ultimamente è un po’ in crisi.
La Moratti ha persino buttato Darwin fuori dalle superiori.
Ad ogni modo resta, a tutt’oggi, l’ unica teoria alternativa: teoria dell’evoluzione.
In prima istanza ci dice che il cuore della vita è contenuto in un filamento chiamato dna che è costituito da molecole, semplici molecole che ritroviamo uguali nei materiali inerti: azoto, idrogeno, ossigeno, carbonio. La vita è la chimica di questi elementi che si trovano ordinariamente nell’ ambiente terrestre, più pochi altri, che sono fondamentali alla crescita e alla sopravvivenza degli organismi viventi.
Le teorie scientifiche spiegano la formazione del pianeta terrestre, degli altri pianeti, delle galassie e dell’ intero universo chiamando in causa la fisica e i suoi teoremi e mettendo l’ accento su concetti come massa, temperatura, forza gravitazionale e così via. Senza chiamare in causa la Teoria dei Quanti dirò che tutto l’ universo era all’ origine compresso, zippato,in uno spazio infinitesimamente piccolo. Per cause ancora sconosciute la massa che lo costituiva è esplosa ? famoso Big Bang con annessa teoria ? dando luogo a quello che più o meno sappiamo. All’ inizio anche qui era il caos ma le leggi sulla massa e l’energia hanno fatto del loro meglio per mettere un po’ d’ordine: ne sono venuti fuori vari aggregati, le galassie, i sistemi planetari e in uno di questi la felice isola terrestre abitata da esseri viventi protetti da una biosfera compatibile. Il tutto ha richiesto un certo numero di miliardi di anni per come li contiamo noi. L’origine della vita starebbe tutta in una pozza d’acqua, semplice HdueO, dove nella notte dei tempi un filamento di quel famoso dna di cui conosciamo bene le doti e le proprietà, per un motivo ancora sconosciuto si è duplicato dando luogo ad un altro filamento uguale, dotato della stessa capacità di duplicarsi, non era proprio “vita”, era una quasi vita. Era comunque il miracolo: provate a mettervi davanti ad una pietra ed aspettate che si duplichi senza variare la sua massa e la sua dimensione. Senza alterare il numero delle molecola che la costituiscono. Non esiste. Ma quella duplicazione spontanea di molecole in apparenza neutrali e comuni a tante altre cose ha costituito il nucleo iniziale attorno a cui si è formato il primo organismo monocellulare vero e proprio: dotato della capacità di nutrirsi e riprodursi, accrescersi entro i limiti predeterminati dal proprio codice genetico e in base a quello stesso codice terminare la propria esistenza.

In tempi relativamente recenti poi va posta la comparsa degli organismi multicellulari, capaci nel loro complesso di assolvere anche a funzioni più elaborate. La specie più recente sarebbe quella umana. Numerose piante e specie animali sono comparse simultaneamente, per restare inalterate fino ai giorni nostri, ma per lo più le specie sono legate tra loro da una catena nell?evoluzione naturalistica: periodicamente, durante l’operazione di copia delle informazioni contenute nel dna, operazione che avviene rigorosamente al momento della riproduzione, può verificarsi un errore. Questo errore può essere neutrale, ma per qualche aspetto può anche rappresentare un beneficio per la specie. Questa creautura, portatrice di questo “gene mutante” avrà possibilità di sopravvivere e riprodursi leggermente diverse dai suoi simili, magari possibilità migliori, con la conseguenza di far diffondere con maggiore velocità quella ?diversità? all?interno della popolazione finquando essa non diventi definitivamente parte della specie. Tutto questo nel giro di un bel po’ di miliardi di anni.

Nessuno sa come siano andate le cose veramente in quella pozza.
Nessuno a filmare l?evento e resta un?incognita anche per gli scienziati a cosa sia dovuto questo evento miracoloso: la scarica di un fulmine?
Un innalzamento anomalo di temperatura?
Un vento improvviso e una luce particolarmente accecante?
Chi ha dato la scintilla?
Gli scienziati religiosi conciliano in questo punto scienza e religione accogliendo le risposte della fede per le domande che riguardano l’ origine della vita.
Gli scienziati fermamente laici, nonostante le difficoltà non si arrendono e fidano che le risposte che la scienza oggi non è ancora in grado di dare le darà domani. Anche questa è fede.

La mia posizione ormai è nota, mi aggiro su una cauta sospensione di giudizio.
Ammettendo però l’ intervento di un qualsivoglia creatore nel miracolo della vita avrei da fargli l’ obiezione che se fosse stato meno precipitoso e a fare quest’ uomo a sua immagine e somiglianza ci avesse messo uno o due giorni di più, forse, gli poteva venire meglio.

Domanda di riserva:
Anche le formiche hanno un Dio? E se ce l’ hanno a chi assomiglia?

Riferimenti: intanto anche il MIUR ha sospeso il giudizio….