Il mio augurio della Befana è solo per te, Carla.
Quest’ anno sono giusto sette anni che m’hai avvelenato il cane.
Non ho mai capito perché tu lo abbia fatto.
Forse per invidia. Perché il mio cane era bello, elegante e gentile e il tuo assomigliava soltanto a te.
Voglio dirti che non ti odio.
L’ha già fatto la vita per me, regalandoti quella faccia arcigna e brutta come il peccato e quelle tue tre figlie grasse vacche e porche che non potete mai salire tutte e quattro sulla stessa macchina sennò si ovalizzato le gomme.
Il meglio che posso augurarti in questa giornata d’ epifania è che ti venga un cancro all’ intestino crasso, la parte più nobile di te, e che tu muoia tra atroci sofferenze. Non subito, ma fra cent’ anni.
Spero anche
-che il tacchino di Natale ti resti sullo stomaco per dodici mesi all’ anno.
-che ogni volta che ti affacci al balcone e ti cade l’occhio nel mio giardino ti caschi un?unghia.
-che tu riesca a rifare i letti solo sdraiandotici sotto.
-che tu possa sbattere i fianchi contro gli spigoli dei tuoi mobili ogni volta che ci passi davanti.
-che le tubature dell’ acqua di casa tua siano invase da una colonia famelica di termiti, che l’acqua finisca nelle condutture del gas ma resti congelata inspiegabilmente sui rubinetti.
-che al tuo impianto elettrico si allaccino abusivamente gli extracomunitari del paese.
-che il tuo cesso sia perennemente otturato e tracimante il liquame di tutto il quartiere.
-che il tuo guardaroba sia sempre ben provvisto di pulci agguerrite.
-che per te dal cielo piovano sempre e solo pidocchi iperprolifici.
-che la banca dove tieni il tuo conto corrente possa subire la rapina del secolo e l’assicurazione presso la quale è assicurata fare bancarotta.
-che le Erinni ti mordano gli alluci per tutta la notte impedendoti di dormire cosicché tu dorma di giorno sulla scrivania della segreteria della scuola dove lavori e il direttore ti possa licenziare in tronco.

Poi siccome abiti al primo piano, se l’ ennesima crisi isterica dovesse indurti a buttarti di sotto, spero che tu ti rompa solo l’ osso del collo e passi il resto dei tuoi giorni su una sedia a rotelle.
-con i bulloni che si svitano le ruote che si rovesciano e ti lasciano col culo per terra.