Piove, piove e piove ancora con una insistenza irritante. Mi sento bersagliata in una guerra di lillipuziani.
Ieri sera invece una luna opulenta si sforzava di uscire da un cielo troppo stretto intorno alle sue forme. Sulle prime mi ha fatto pensare a quel jazz colto, elegante e raffinato di cui conservo in giro per casa ricordi a 78 giri, timbrati la voce del padrone. Un jazz da salotto un po’  rigido e conforme, troppo timido per rompere forme note, accordi conosciuti, rapporti rassicuranti.
Ma una luna che sembra sputata da un taglio nel cielo e ci mette tanto di quel tempo che alla fine non cade più mi fa diventare intimista e nostalgica, cerco i dettagli, tesso i particolari, divento curiosa dei miei passi e finisce che mi viene voglia di andare a infilare prima una mano e poi la testa in quella fessura obliqua e oscura da cui spunta una natica di luna, per vedere cosa c’ è dall’ altra parte.
Un altro mondo forse, o altri mondi, paralleli, l’ altra parte del bivio, la strada che non abbiamo seguito, altri mutevoli noi sottratti all’ immutabilità delle leggi fisiche e chimiche.
Un altro mondo dove quello che accade accade per sempre e dura un istante.
E penso a un jazz da club fumosi che si lascia osare.

….non è fondamentale, ma dexter gordon suonava il sax

Riferimenti: pazzo per Dexter Gordon