Lo so già, adesso qualcuno penserà che sono impazzita.
Però a me ha fatto tenerezza questo ragazzo di ventitre anni o poco più, che ubriaco da far paura, da non accorgersi di infilare la diramazione sbagliata finisce sulla corsia contromarcia.
Pene d’ amore, non capite…?
Un cuore a pezzi, una mente offuscata, e, dai…chi non l’ ha provato, una gran voglia di morire e infischiarsene di tutto.

Certo lo so pure io, a centosessanta all’ ora, quando affianchi magari in piena curva un’altra macchina, che magari ha un andatura di solo un po’ inferiore alla tua, tanto che il sorpasso stenti a stirartelo, e la curva è più curva di quello che prevedevi e stai già a pregare che non ti finisca lo sterzo e che quel disgraziato di fianco ti dia strada, bè in questi casi la sola certezza che ti aiuta è che sei in autostrada. Il che vuol dire matematica certezza, ma che dico, dogma lapalissiano, che nessuno possa venirti incontro a spararmi la luce dei suoi fari negli occhi .
Allora penso a quegli automobilisti che per un attimo essenziale sono piombati in un mondo alla rovescia.
In verità era notte e non devono essere stati molti, e di notte alla fin fine non si corre poi tanto, si cerca di viaggiare comodi, però ci penso a queste persone che si sono trovate l’ altra notte su quel tratto dell’ autostrada Roma-Napoli, con un evento imprevisto, e in fondo, incalcolabile di fronte.
Quando si viaggia di notte si pensa un po’  a quelli propri, così per tenersi svegli e l’ atmosfera è pure adatta.
Oppure non si vede l’ ora di arrivare.
Insomma, che qualcuno ti possa venire addosso non te l’ aspetti proprio. Temi di più il colpo di sonno. Ti cauteli per le tue distrazioni.
E infatti sulle prime può sembrarti un sogno.
E benché agnostica penso che qualcuno di lassù ci ha messo un occhio, e forse pure una mano. Anche se di solito sono propensa a pensare che lassù hanno altro da fare che stare a parare le stronzatine che combiniamo noi.
Eppure mi pare tanto una bella cosa che siano tutti usciti illesi. Sulle autostrade si muore per molto meno.
Invece tutti sono tornati a casa. Tutti i papà dai loro bambini e tutti i figli nelle braccia delle loro mamme e i fidanzati dalle fidanzate e i fratelli dai fratelli. Magari qualcuno aveva litigato e ha fatto pace, qualcuno si è riconciliato con se stesso. E come si dice? Tutto è bene quello che finisce bene.
Mi piace pensare anche che qualcuno sia anche tornato migliore. Ma forse è pretendere troppo, me ne rendo conto.