Ezio Greggio oltre al tapiro d’oro dovrebbe consegnare anche lo scroto d’asino.
All’inizio degli anni sessanta il tasso di analfabetismo in italia era parecchio alto.
Governo ed istituzioni si davano parecchio da fare per abbassarlo e fu introdotto l’obligo scolastico. Oggi si è pressocchè concordi nell’affermare il ruolo positivo che ebbe la televisione nell’uniformare il linguaggio degli italiani e ad innalzare il loro livello culturale tra virgolette..
Questo succede a guardare i tempi passati, perchè per quanto riguarda quelli attuali se la televisione non resetta un po’ le sue professionalità il giovane italiano che esce da scuola e accende la televisione rischia di cadere dalla padella alla brace.
A parte lo spostamento ormai consueto degli accenti di alcune parole, fenomeno sopportabile del resto continuerò a dire regìmi e non règimi, cìrcuiti e non circuìti, si sentono veri e propri strafalcioni dettati dall’ignoranza pura delle cose della vita.
Qualche settimana fa su una rete fininvest la giovane presentatrice di un piccolo servizio sulla vita di Valentino ha detto con piglio determinato che lo stilista diventò in breve tempo così richiesto e famoso che grandi personaggi come Jacqueline Kennedy e Jacquie Onassis vollero farsi disegnare da lui il vestito per le loro nozze: che dire, sdoppiamento di persona?