A proposito di Franzoni. Si riparla di Franzoni. Ma chi è questa Franzoni? Annamaria Franzoni, quella che ha ammazzato il figlio.
Non l’ ha semplicemente ammazzato. Gli ha fracassato la testa e poi s’ è messa a fare la diva in Tv.
Io non lo so. Io non c’ ero, non lo posso dire.
Un tribunale italiano l’ ha condannata a trent’ anni.
I tribunali sbagliano, si sa. Il dubbio è legittimo. Del resto se avesse ammazzato davvero il figlio trent’ anni non sarebbero adeguati. Il diritto ha sempre un po’d’ ambiguo, cerca compromessi di giustizia.

Voglio dire due cose distinte e separate sulle quali campeggia grande e grosso che non c’ero, e quindi non posso sapere se la Franzoni ha ammazzato suo figlio. Mi astengo dal giudizio di merito, però rifletto.
1. Questa bella vicenda che ha dato pane a tanti mi ricorda “Lo Straniero” di Camus premio nobel per la letteratura( che la memoria non m’ inganni). Un turista uccide un algerino su una spiaggia, accidentalmente. Lungi da lui l’ idea di uccidere, se non ricordo male si difese soltanto. Il tribunale alla fine lo condanna infliggendogli il massimo della pena e quello che appare chiaro è che si tratta di una condanna che va oltre l’ omicidio in sé e per sè e abbraccia la gamma dei comportamenti umani e sociali, il suo modo di esprimere i sentimenti e, addirittura, il suo modo di provare quei sentimenti. Un uomo incapace di provare dei sentimenti, che non piange al funerale della madre, che ha soltanto relazioni estemporanee con le sue donne, che non prova alcuna emozione quando si parla dell’ uomo caduto sulla spiaggia ucciso dalla lama del coltello non è un uomo degno di far parte della comunità sociale, che innanzi tutto è una comunità di uomini che spesso condividono un medesimo sentire. Questo è il giudizio di condanna del tribunale di Camus: condanna dell’ omicidio, azione sanzionata dal diritto, ma soprattutto condanna dell’ uomo nel suo non rispettare gli schemi imposti e osservati dalla società. E la giustizia ristabilisce il diritto e riafferma la giustezza dei comportamenti sociali. Non è questo che deve fare il diritto?
2. Questa bella Franzoni che è tanto telegenica mi fa una gran pena. Se anche non ha ucciso il figlio non la vedo tanto bene: le ammazzano il figlio e lei che fa? Si fa uno shampoo e rilascia interviste a destra e a manca, scrive ai giornali raccontando com’ è che una mattina di gennaio si è trovata con pezzi del cervello del figlio tra le dita. Sa scegliersi bene gli avvocati, uno più televisivo e popolare dell’ altro ma non il medico. Appunto, il medico: parliamone. Questa dottoressa comesichiamalei vorrei proprio vedere la laurea, ma neanche, vorrei vedere i pensieri, il tasso alcolico nel sangue. Scambia la testa fracassata del bambino per un aneurisma: ma lo sa che cos’ è un aneurisma? Te lo dico io che non sono medico, bevo la birra sulla pizza e guardo anche la tv: un aneurisma è come un embolo, un’ ostruzione e il danno che provoca è un’ emorragia celebrale. Può essere letale, d’ accordo e anche se le mie conoscenze tecniche sull’ argomento finiscono qui, comunque posso dire che un aneurisma non è una bomba. Non fa esplodere il cranio.
Nei film di fantascienza il cranio esplode dall’ interno.
Chi ha un minimo di relazione con il mondo reale ad un’ ipotesi del genere non ci pensa neppure. E chiama i carabinieri.
E magari si dispera. Magari in privato, lontano da telecamere e giornalisti.

Non vado avanti perché sarebbe un altro processo. Non voglio giudicare, non sono né il tribunale di Aosta né quello di Camus ed ho anch’ io le mie distanze dal comune sentire sociale però credo che ci siano delle cose universali, delle reazioni che alla fin fine ci accomunano nel nostro essere animali appartenenti alla razza umana,una radice inalienabile. Il peggior delitto della Franzoni, quello che senza ombra di dubbio ha commesso, è d’ ignorarle: come se vivesse in un altro mondo, a noi straniero, straniera lei.