La notte scorsa sul mio blog ci sono stati venti visitatori. Sono state venti visite autentiche e originali, e non io che “entra e esci, entra e esci” ho fatto alzare i numeri del contatore.
Detto questo dovrei considerarlo un successo. E lo considererei tale, certamente se non fosse che ho acceso la Tv e ho visto te, Francesco, che con un microfono in mano facevi interviste per un servizio del papà dei Tg, il Tg 1 della mamma delle emittenti, la rai.
Meravigliata, ma non più di tanto: per poco non ci restavo.
Ti ricordi Francesco?
Avevo sottoposto dei testi (i miei) alla lettura(la tua).
Avevi il piglio da intellettuale. Volevi fare il giornalista, avevi un paio di pubblicazioni per il teatro al tuo attivo e mia madre diceva che eri volenteroso. Molto volenteroso.
Avevamo fatto amicizia. O meglio avevamo preso una cosa insieme al bar, allo stesso tavolo.
Dopo una notte di attenta riflessione mi hai liquidata dicendo che mancavo di stile nella costruzione( modo elegante per dire: con queste cacate non vai da nessuna parte).
Io ho arricciato il naso. Ho riflettuto che in fondo non c’era da prendere in considerazione il parere di uno che ha fatto a lite con l’acqua.
E’  inutile girarci intorno,  Francè: eri brutto, sporco e puzzavi.
Sta di fatto che adesso Tu sei uno stipendiato rai mentre IO dal mio giornale mi sono licenziata( ma solo un attimo prima che mi buttassero fuori loro) sono disoccupata da allora, e continuo a scrivere cazzate che leggiamo io e veramente pochissimi altri( si contano sulle dita di una mano dopo che ha avuto un infortunio sul lavoro). E faccio il blog.
Ora mi sento di chiederti scusa, Francesco, per la mia arroganza.
Scusa se quella notte non ho voluto scopare con te. Se l’ avessi solo immaginato, che saresti arrivato così lontano mi sarei otturata il naso ma quel consiglio Montanelli l’ ha dato solo qualche anno più tardi.
Adesso mi chiudo in camera caritatis a curare le ferite dei miei diversi ego, tu intanto va avanti e vai forte: sei tutti noi puliti e bastonati.