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Non sempre la realtà supera la fantasia…

 

 

Spy_game 2001

 

                                                                             

                           Per scoprire che la Chiesa è ipocrita Lucia Annunziata ha dovuto aspettare la morte e i funerali di Lucio Dalla
 
Annunziata?  Ma dove vivi?
 
E’ è un’ingenua o la prima ipocrita è lei
 
 
Va bene. Allora, faccio la seria: A chiunque si dovesse chiedere, come Lucia Annunziata, perchè la Chiesa ha (ipocritamente) acconsentito a fare i funerali in Chiesa
ad un uomo gay( che però gay non si è mai dichiarato e non ne aveva l’obbligo)
 
CONSIGLIO, di chiedersi piuttosto come mai un noto criminale di nome Luigi De Pedis( indubbio che fosse criminale, indubbio che la criminalità riguarda tutti) sia sepolto nella basilica romana di Sant’Apollinare.
Ho finito.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La cattiva

notizia

è che le fabriche

chiudono.

 

La buona notizia

è  che diminuiscono  le morti bianche!

 

 

 

 

 

                              
 
BUON ANNO
 DA TUTTO
IL CONDOMINIO

 

 

 

da mario a supermario?

E la manovra

 

salvaslip?

Ma certo! E di Lisistrata che ne facciamo?

 

Perchè non mi vengano in mente i famosi versi di Dante poeta

quelli che dicevano “non donna di province ma bordello..”

e  “nave senza nocchier in gran tempesta” tutti tristi pensieri che gli passavano per la testa quando pensava all’Italia, ecco dicevo, perchè non mi venisse in mente Dante pensando alla mia patria dovevo tornare ai giorni di Fanfani, a quando i politici e i loro compari si facevano in quattro per nascondere qualche piccolo scandaletto che comunque capita, e comunque nell’immediato ne prendevano le distanze e comunque, dalle loro facce si capiva che avevano cose serie da pensare. Fanfani stesso, che aveva sposato una signora molto più giovane e avvenente di lui dando adito a qualche chiacchera, subito messa a tacere poichè comunquela signora non era una squinzia qualunque: era dotata d’intelletto senza bisogno di scrivere ai giornali.

 

Anche i nomi d’allora, anche dal punto di vista dell’onomatopea erano nomi che davano dignità alla politica: insomma, una cosa è chiamarsi bocchino, e una cosa è chiamarsi De Gaspari, parliamoci chiaro.

 

E veniamo ai giorni nostri. Non mi pare vero.

Non mi pare vero di vedere facce che non sembrino facce da pagliacci al governo, non mi pare vero di leggere su quelle facce un saper fare e un saper intendere che da tempo non leggevo più sulle facce di chi si occupa di politica.

Trucchi e parrucchi, quelli si: le nostre giovani e sgallettate ministre. I nostri aitanti e promettenti segretari di partito. Tutta gente dall’aria di avere le mani in pasta a dare l’idea di non capire affatto cosa dovesse venire e come fare a far venir fuori qualcosa di degno ad essere mangiato. Tutta gente lì a giocare con la farina, a fare incetta di zucchero salvo ad azzuffarsi col gatto perchè rompe le uova.

Si dice che l’età media di questo nuovo governo sia sui sessanta. Era ora che l’età, l’esperienza, il saper fare avessero la meglio sull’approssimazione e l’entusiasmo giovanile prerogativa semplicistica di un giovanilista presidente che non sembra mai essere sceso dalle navi su cui faceva il menestrello.

Certo facce rassicuranti.

Anche la velocità con cui si è svolta la cosa, giovedì Monti senatore a vita e sabato al governo, sa di funzionale organizzazione, grande esecutività e ponderata sapienza.

Finalmente qualcuno che sa dove mettere le mani, su questa barca senza nocchiero.

Finalmente belle facce vere, pulite e fattive. Facce che sanno di pensiero e d’intelletto. Fronti che dicono: noi gli ingredienti per fare la torta li mettiamo nella torta, perchè altrimenti, noi l’abbiamo studiato e anche un po’ sperimentato nella vita, la torta non viene.

Ora però, a parte i legami che mi possono venire in mente tra Napolitano e Vittorio Emanuele

vorrei avvisare l’Italia, anzi meglio, i politici dell’Italia, che, dopo i tecnocrati

restano solo i militari.

Caro coach

a questo punto mi sembra più che giusto darti mie notizie. Apprezzo molto gli sforzi che fai per farmi saltare al mio “livello superiore”, ho aperto il file che mi hai inviato e ho seguito  diligentemente le istruzioni dettate dalla tua voce pacata ed armoniosa.

Ammetto che ho rimandato per giorni l’operazione, ma poi alla fine ci sono riuscita e mi sono ben disposta a seguire il percorso che mi indicavi per acquisire più consapevolezza, raggiungere il successo e ottenere tutto quello che voglio dalla vita.

Ottimo il rilassamento, mi ci voleva proprio: e le spalle ringraziano. I problemi sono iniziati subito però, perchè la tua voce mi ha portato speranzosa al momento della mia nascita, e non è proprio andata come dici tu…guardati attorno, guarda tutte le persone che ti circondano…senti il loro amore?

Adesso ti racconto come sono andate veramente le cose.

Mia madre aveva circa vent’anni, giovane, inesperta e al suo fianco oltre a mio padre e al medico amico di famiglia c’era anche mia nonna, la mamma di mia madre, la rompiballe. Mio padre subì la classica delusione del maschio mediterraneo e meridionale, di fronte alla figlia femmina, mia nonna credo che accentuò la cosa, poichè ovviamente, venivano a scarseggiare i motivi di orgoglio matriarcale, femmineo, subliminale.

Mia madre spingeva poco e mi mancava l’aria, quando finalmente nacqui fu anche peggio. Il nervosismo impazzava perchè nessuno faceva quello che ci si aspettava, iniziarono a litigare per il  nome. Ah, dimenticavo: c’era anche la mamma di mio padre, la suocera.

La stanza era affollata e si respirava a malapena. Aggiungici che mio padre fumava e anche parecchio. Deluso, nervoso, preoccupato per questo parto maldestro e indubbiamente rottodicazzo(si può dire?) dallo starnazzare delle donne.

E l’ostetrica non la vogliamo contare? Una spiccia, e sbrigativa, come tutte le ostetriche e le caposala, senza tanti complimenti imperava sulla puerpera senza minimamente capire i bisogni di una che tutto vorrebbe tranne che farsi lacerare le carni da uno sconosciuto di 4 chili, per giunta femmina, che non ne ha voluto sapere di girarsi quand’era ora.
Quando nasci col forecipe, la tua testa assume momentaneamente la forma di una pera. Ulteriore motivo di disappunto per i congiunti presenti. E il momento può durare mesi.

Del concepimento nulla so e non oso immaginare, ma la nascita ti assicuro fu fonte di grandi e duraturi dissapori. Se la memoria non m’inganna volarono bestemmie, catini e sguardi al vetriolo.

Non c’era amore per me, alla fermata. Dovevo capire l’antifona e andarmene in volata. Invece restai, e fu solo il primo, di una serie interminabile di errori.

Non c’era amore, quindi, quando arrivai. La scena in cui mi vedi non esiste, per cui mi sono stoppata e sono uscita perchè non è il mio film. Per tua informazione non ho pianto.

Domani mattina ho un colloquio di selezione, un altro palliativo. Ma pensa, il dramma sarebbe se mi scartassero.

 

 

                     Caso volle…
volle caso….
 ”…ciò che i bambini fanno con lucertole e gattini
gli dei
lo fanno con gli umani…”
ovvero: si divertono.
E non riesco a pensare ad un altro caso, un altro accidente
 che non faccia a caso nostro. Non riesco a pensare a un grande giardino dove il padreterno raccoglie i fiori più belli,
i migliori e più profumati.
che grande egoista sarebbe questo dio, a volere solo per sè, ciò che di meglio c’è.
Penso piuttosto a un dio capriccioso, disordinato e caotico, che nel suo caos fa un po’ di pasticci, ma che gli vengono
bene perchè in fondo le circostanze finali possono risultare per lui divertenti.
E poco si cura del mondo, di chi resta, di chi lascia.
Agli dei piace giocare,
giocando a volte il gioco si rompe
che importa, ce n’è subito un altro.
Sono così tanti i giochi su questa terra.
Non siamo altro che il trastullo degli dei e a loro così
poco importa della nostra sorte. Giocano a dadi, giocano con i secondi e con i millesimi di secondi. Giocano.
Tante volte mi dico: bastava un attimoprima.
Bastava un attimo dopo. Ma qualcuno ha scoccato un arco, ed è stato l’attimo giusto. La sorte. Il fato. Il caso.
Non come me, che sono sempre in ritardo.

 

A1NR6EWCA6YHX1TCAPDX3ZFCALRVHZICAFHOWX1CA1QRSO8CAAOBD8DCAERNR9OCA6PIYB8CAE8A5Y3CAFZHWMJCAMLM94FCAEVBXP3CAWHE1SJCA374Q02CA8OT0UECA127C88CAVGYU5MCA90M5OPCA6IVK35Soltanto un cardo

 può crescere dove

il terreno è

roccioso e rugoso

ma se lì

rose non ci trovi

la  colpa è  del cardo

o dell’arida roccia?

 

 

 

(e chi vuole intende intenda…)

mafldamappamondoLa brutta notizia è che non servirà stabilire che Enrico VIII non aveva la sifilide a rendercelo più simpatico, meno folle e meno sfortunate le sue donne.

Come dire: puoi riesumare il corpo ma non farlo resuscitare.

inoltre cambiare il nome alla causa non varia la conseguenza e, a mio avviso, neanche la addolcisce privandola di quelle personali responsabilità che portano i maligni a dire: chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Che gli italiani ne avrebbero da piangere

La bella notizia è che per trovare il fattore k del nostro premier non occorrerà riesumare il suo cadavere.

 

http://www.corriere.it/salute/11_marzo_16/re-enrico-malattia-despota_96a3fe5a-4cc0-11e0-8264-fe1c829faf1a.shtml